5° SELLA RONDA bike DAY 2010






Domenica ...oltre 20.000 ciclisti in sella al 5° Sellaronda Bike Day 2010 … molti di più degli anni passati (dicono gli organizzatori)… ed in mezzo a quella moltitudine di biker c’eravamo anche noi Tarci, Simo e Pelle. La nostra partenza è stata decisa all’ultimo momento, siamo infatti entrati in autostrada sabato sera alle 21.30, ma vista la giornata ne è valsa la pena.
Abbiamo fatto i 4 passi con tranquillità con il solo scopo di guardarci attorno e arrivare, nell’ordine:

PassoGardena(2121m) PassoCampolongo(1875m) PassoPordoi(2239m) PassoSella(2240m)

Recensione

27 Giugno 2010, ore 09:15... circa.
Condizioni meteo: sole, limpido, non troppo caldo. Per fortuna tutta la giornata sarà così.
Dopo un breve scambio di opinioni ed aver deciso l'abbigliamento da portare in bici siamo pronti a partire. Prima tappa: passo Gardena! Dall'altimetria la salita non è difficile, è suddivisa in tre parti con quella centrale in piano/leggera discesa e questo facilita la scalata.
Non fosse altro che è il primo passo della giornata. La strada è piena di ciclisti di ogni tipo, troviamo pure un gruppetto dall'accento veronese che ci fa compagnia nei primi km. Il contorno è quello delle Dolomiti, con la d maiuscola! Panorama veramente bello, sia in estate che in inverno.
La salità è pedalabile, vuoi perchè non stiamo tirando, vuoi perchè le montagne intorno distraggono dall'impegno... vuoi perchè in mezzo a tante bici ogni tanto qualche bella fanciulla ti fa tirar fuori l'orgoglio da macho mediterraneo! Raggiungiamo il passo, foto di rito e prima dose di doping... barretta di cereali presa alla Lidl! In cima è come essere in via Mazzina il sabato sera, bisogna quasi chiedere permesso per passare! Recuperate un po' di energie ci tuffiamo verso Corvara, preludio alla nostra seconda tappa della giornata. Ho sempre sentito raccontare che il Campolongo, per l'appunto secondo passo da affrontare, è molto facile. Beh, parere personale, ha alcuni tratti all'inizio che mettono un po' in difficoltà. Certamente non da andare in crisi ma nemmeno da salire fischiettando. La strada è sempre in salita, non ci sono tratti piani, anche se in alcuni pezzi la pendenza è veramente ridotta. Arriviamo in cima con ancora un buon carico di energie, facciamo un po' di coda per riempire la borraccia di acqua, ennesima dose di barrette... e siamo a metà strada.



Vero però che i due passi più impegnativi ci aspettano ancora. Quindi altra discesa! Che purtroppo finisce in poco tempo (come tutte le discese aimè). Siamo ad Arabba, pure qua c'è un bel po' di gente (a dire il vero non ho mai visto un momento durante la giornata dove non ci fosse nessuno per strada). Ci aspetta il Pordoi, la salita più lunga da fare nel nostro caso che siamo partiti da S.Cristina. Strappetto iniziale, addolcito un po' da una decina di tornanti, poi la strada segue la valle a mezzo monte (si dice così almeno?) e sul finire altri tornanti, in tutto 36. Qua la fatica inizia a farsi sentire, pure la fame e infatti meta salita mi faccio un'altra dose di doping marchiato Lidl che mi da na mano a raggiungere la cima. Durante l'ascesa, oltre alle belle cime intorno, fa un bell'effetto
 vedere tutta la strada del passo piena di bici, dal fondo valle fino su in cima. Un serpentone di due ruote che ti resta in mente! Non so se le stime date dall'organizzazione siano veritiere, ma di sicuro 10 mila persone ci sono. Con una bella sudata arriviamo in cima, la pendenza è costante e mediamente impegnativa, specie se si tiene conto delle due precedenti salite. Infatti al passo i muscoli dicono che sono un po' affaticati, ma manca solo una salita al termine delle fatiche. Ed il morale è sempre alto. Foto di rito col cartello del passo, foto pure davanti al monumento di Coppi e pausa ristoratrice. Le vette del gruppo del Sella sono fantastiche e da sole ripagano le fatiche per giungere fino qua. Ma come già detto manca ancora una salita. Ripreso un po' di fiato scendiamo verso Canazei, che in realtà non raggiungiamo perchè il bivio per il Sella è a circa metà strada. Da li
 sono sei km se non ricordo male fino all'ultimo passo. La discesa, come previsto, finisce quasi subito e la fatica, il caldo che inizia a farsi sentire, e i km già fatti fanno sentire la loro voce. Salire gli ultimi km si rivela una fatica maggiore del previsto. Meno male che siamo alla fine e che non siamo gli unici ciclisti in difficoltà... mal comune mezzo gaudio, anche se pedalare bisogna farlo lo stesso! Cerco di andar su a ritmo costante e metto per la prima volta il rapporto più agile che ho.
E lo terrò per tutta la salita. Alcuni tratti sono veramente duri e mi distraggo guardando il panorama, gli altri ciclisti che si fermano e spingono la bici... l'asfalto che passa sotto la ruota. Arriviamo agli ultimi tre-quattro tornanti e poi finalmente le nostre fatiche finiscono. Siamo tentati da una birretta per placare la sete, ma ci aspetta la discesa fino S.Cristina ed è meglio non rischiare un dritto, optiamo per una coca. Foto al cartello del passo e poi giù. Sarà stata la stanchezza o che so io ma è stata l'unica discesa in cui ho sentito un po' di fresco, non dico freddo ma quasi.
L'avventura dei 4 passi finisce con doccia, panino e birra (vedi foto!). Penso che una giornata così me la ricorderò per un bel pezzo. Esperienza memorabile!

"Pelle"